Aggiornamenti dall’Iran


Questo post è stato realizzato grazie all’aiuto dellз studenti della comunità iraniana del Politecnico. La loro missione è sostenere le persone in Iran elevando la loro voce e la loro battaglia per la legittima richiesta di diritti umani e libertà, in particolare per le donne e le popolazioni emarginate.

16 settembre

La famigerata “polizia morale” del regime islamico ultraconservatore arresta e uccide la donna curda di 22 anni Mahsa (Jina) Amini, per aver indossato “in modo improprio” il suo hijab obbligatorio. Nei giorni seguenti in Iran vengono organizzate manifestazioni di protesta nonostante le condizioni pericolose e devastanti, che verranno soffocate dalla brutalità del regime islamico.

2 ottobre

La prestigiosa Università Sharif di Teheran viene perquisita e in un atto di estrema violenza, vengono picchiatз e poi detenutз lз studenti impegna nella loro protesta pacifica.

26 ottobre

A 40 giorni dalla morte di Amini, in tutta la nazione si organizzano proteste, represse dalle forze del regime con sparatorie dirette contro la folla, causa di numerosɜ mortɜ e feritɜ.

22 ottobre

80.000 persone viaggiano da tutte le città di Europa verso Berlino. Dozzine di ore di autobus e treni per essere la voce dell’Iran fuori dall’Iran, mostrando solidarietà allз impavidз compagnз internз al paese.

29 ottobre

Il mondo ospita le manifestazioni in nome della libertà, in memoria delle proteste civili del 2019 e delle oltre 1.500 vittime della brutale repressione del regime, oggi ricordata come il Novembre Sanguinoso

Dal 16 settembre ad oggi

In concomitanza con il cinquantaduesimo giorno di proteste nazionale, il regime ha ucciso oltre 334 persone durante la repressione nelle scuole, nelle università e nelle strade, di cui 52 minori. Si stima che finora siano statɜ detenutɜ più di 14000 manifestantɜ attivistɜ e giornalistɜ.

This post was written with the help of students from the Iranian community of Politecnico. Their mission is to support the people inside Iran by raising their voice and their struggle for the legitimate demand for human rights and freedom, especially for women and marginalized populations.

16th September

The notorious “moral police” of the ultra-conservative Islamic regime arrested and killed 22-year-old Kurdish woman Mahsa (Jina) Amini for wearing her mandatory hijab “improperly”. In the following days in Iran, protests were made despite the dangerous and devastating conditions, which will be suffocated by the brutality of the Islamic regime.

2nd October

The prestigious Sharif University of Tehran is ransacked and in an act of extreme violence, they are beaten and then detained by students engaged in their peaceful protest.

26th October

40 days after Amini’s death, protests are organized throughout the nation, repressed by the forces of the regime with direct shooting against the crowd, leading to numerous deaths and injuries.

22nd October

80’000 people travel from all the cities of Europe to Berlin. Dozens of hours of buses and trains to be the voice of Iran outside Iran, showing solidarity with fearless companionship within the country.

29th October

The world hosts demonstrations in the name of freedom, in memory of the civil protests of 2019 and the more than 1,500 victims of the brutal repression of the regime, today remembered as the Bloody November

From September 16 until now

Coinciding with the fifty-second day of nationwide protests, the regime has killed over 334 during the crackdown at schools, universities and on the streets, out of which 52 were children under 18 years of age. It is estimated that more than 14000 protesters, activists and journalists have been detained so far.