REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA:

Ma per cosa si vota?

💬 I quesiti referendari per cui saremo chiamatз a votare Domenica 12 Giugno sono frutto delle proposte di 9 Regioni Italiane, tutte con amministrazioni di centro-destra, e portano avanti battaglie storicamente legate all’area radicale, con cui si punta ad una limitazione maggiore della magistratura.

Questi sono argomenti molto tecnici legati all’area della giurisprudenza e che non possono essere efficacemente semplificati per via social, ma che richiedono una trattazione più accurata. Per questo vi linkiamo il video realizzato da un’associazione, in cui due docenti di giurisprudenza del’UNIBO analizzano la situazione:

In ogni caso vi alleghiamo una breve descrizione dei 5 quesiti, con una schematizzazione dei Pro e dei Contro:

🔴Scheda Rossa:

Abolizione del dlgs 2012/235 (Legge Severino)
Questa legge stabilisce le condizioni per l’incandidabilità nelle varie cariche politiche in seguito alle condanne. La criticità rilevata nella legge riguarda l’articolo a proposito degli amministratori locali, per cui bastano le condanne in primo grado. Il quesito però riguarda l’intero decreto, andando ad eliminare i provvedimenti anche nei confronti delle cariche nazionali e regionali, per cui è necessaria una condanna definitiva.

🟠 Scheda arancione:

Limitazioni all’ART. 274 lett. c, riguardante il pericolo di reiterazione di reato.
A oggi, è possibile limitare la libertà di una persona nel corso del procedimento penale quando c’è pericolo che commetta “gravi delitti con uso di armi o di altri mezzi di violenza personale o diretti contro l’ordine costituzionale ovvero delitti di criminalità organizzata o DELLA STESSA SPECIE PER CUI SI PROCEDE”. Questo ultimo pezzo in maiuscolo verrebbe limitato per ridurre ai soli casi gravi citati prima. Questo eliminerebbe la disposizione della custodia cautelare per reati economici o contro la pubblica amministrazione (corruzione ad esempio), oltre che nei confronti di condannati a reati minori.

🟡 Scheda gialla:

Separazione delle funzioni di giudicante e inquirente
Vincesse il sì, le funzioni non sarebbero più intercambiabili. Ad oggi sono consentiti un numero massimo di 4 passaggi e la riforma della giustizia attualmente in iter li ridurrebbe a uno solo. La riduzione favorisce la specializzazione delle categorie, rischiando però, con la separazione totale, di rendere difficoltosa la comprensione tra le due occupazioni.

⚪️ Scheda grigia:

inclusione di avvocati e prof. Universitari (in materia giuridica) nei comitati di valutazione dei magistrati.
Questo potrebbe portare a valutazioni più oggettive sull’operato dei magistrati, anche se si potrebbero creare conflitti di interesse tra avvocati e giudici. Inoltre tutte le valutazioni sono sottoposte poi allo scrutinio del CSM, organo completamente composto da magistrati.

🟢 Scheda verde:

Abrogazione dell’obbligo di presentazione di 25 firme a sostegno della candidatura di un Magistrato al CSM.
Questo secondo i promotori porterebbe al ridurre il peso delle correnti, mentre chi si oppone sostiene che le correnti influiscono molto di più nell’elezione vera e propria.

Votare è un diritto ed un dovere per tutta la cittadinanza, soprattutto nei referendum, ma questo è un abuso di questo preziosissimo strumento di democrazia diretta, da parte di alcune parti della politica, prendendo la strada dell’abrogazione piuttosto che affrontare un iter, costruttivo ma difficile, nel Parlamento. La partecipazione democratica è alla base della nostra Nazione, ma deve essere una partecipazione informata, non basata sugli slogan di alcuni partiti che storicamente vedono la magistratura come ostacoli al proprio status.

💭 Ti interessano queste tematiche?
Partecipa!

👉 Seguici sui nostri canali
IG
FB

🧩 Costruiamo insieme #ILPOLICHEVOGLIAMO 🧩