SESSIONI AGGIUNTIVE: Le tappe della discussione

📅 Da anni, come studentз dell’Ateneo, rivendichiamo una riforma del calendario accademico, che ci permetta di organizzare meglio il nostro carico di studio e lavoro nel corso dell’anno. In questi giorni il Senato Accademico si troverà nuovamente a discutere la nostra proposta, seppur con alcune limitazioni. Il nostro auspicio è che, finalmente, la nostra comunità accademica prenda coscienza delle criticità dell’attuale organizzazione e faccia dei passi avanti. Ma come siamo arrivati fin qui? Abbiamo provato a riassumere 5 punti salienti di questo lungo percorso.

1️⃣ 2017
Come Collettivo Alter.POLIS presentiamo le nostre “5 proposte per una migliore organizzazione della didattica” dove mettiamo per la prima volta nero su bianco la nostra idea: due sessioni aggiuntive, una a novembre (per gli esami del secondo semestre) ed una ad aprile (per gli esami del primo semestre), perché aggiungere nuovi appelli, alle già affollate sessioni, non sarebbe bastato. [1]

2️⃣ 2018
Dopo l’elezione del Rettore Saracco, arriva il momento dell’approvazione del Piano Strategico di Ateneo, una specie di “programma di Governo” che definisce strumenti e azioni per i 6 anni di mandato. Non possiamo perdere l’occasione: dopo lunghe battaglie negli organi, riusciamo a far approvare, nella sezione dedicata agli strumenti per ridurre i tempi di laurea, lo strumento “Incremento delle sessioni di esame a disposizione degli studenti”. È la prima volta che un documento del Politecnico di Torino riconosce questa necessità. [2]

3️⃣ 2019
Facciamo pressioni affinché l’iter della proposta prenda il volo. Dopo un infinito numero di commissioni, la nostra proposta viene considerata l’unica realmente percorribile e passa il vaglio di un apposito tavolo tecnico, con l’utilizzo di 4 sabati per sessione aggiuntiva: nonostante il mancato supporto delle altre realtà studentesche, rimaniamo fermi nel chiedere una totale apertura di queste sessioni a tuttз lз studenti. [3]

4️⃣ 2020
La delibera arriva in Senato Accademico ma, nonostante i lavori della precedente commissione, nascono nuove opposizioni e questa viene rispedita in commissione. Nelle varie sedute, facciamo notevoli passi avanti nei confronti dei nostri interlocutori, ma questo non basta ad evitare che la discussione si areni in uno stallo politico: il fatto che le nuove sessioni portino lз studenti ad abbandonare la frequenza dei corsi. Nel frattempo però esplode l’emergenza sanitaria e i lavori si bloccano definitivamente. [4] [5] [6]

5️⃣ 2021
Chiediamo una nuova calendarizzazione della discussione, che approda dunque nella Commissione Strategie di Ateneo. Come componente studentesca, per superare l’empasse politico, proponiamo due linee d’azione: 1) definire un massimo di esami sostenibili fuori sessione 2) consentire a chi ha completato le frequenze (chi ha già seguito tutti i corsi) di dare esami fuori sessione sena limite. Anche in questo caso la linea 1) non trova consenso. Viceversa, la 2) e viene portata avanti in maniera unanime. [7]

🔜 E adesso?

E’ arrivato il momento della decisione: domani verrà votata la riforma per chi ha concluso le frequenze. Spetterà ai singoli Senatori sancirne l’istituzione, con un voto favorevole, a partire dal nuovo anno accademico. Siamo ben consapevoli che quanto in approvazione sia una vittoria solo parziale, ma, dopo più di 7 anni di lavoro, come componente studentesca abbiamo ritenuto utile fare in modo di ottenere un risultato concreto, che entrerebbe in vigore già per l’anno accademico 21/22. In ogni caso, non sarà finita qui: crediamo in un poli a misura di studente, che cerca di mettere tuttз noi nelle migliori condizioni per vivere al meglio il nostro percorso accademico!