L’emergenza non la paghiamo noi!

C’è un’emergenza di cui si tace nel dibattito pubblico nazionale e locale: quella legata al diritto allo studio. La didattica a distanza ha allargato la forbice della disuguaglianza, riproponendo quel digital divide che l’accesso fisico agli spazi e agli strumenti universitari riusciva in parte a colmare: tant* sono senza dispositivi adeguati e senza una stabile e buona connessione. Abbandonata la città, tant* hanno continuato a dover pagare l’affitto, non riuscendo a recedere dal contratto in tempi ragionevoli. Chi con un lavoro saltuario riusciva a sostenere almeno parte dei costi universitari e a non gravare sulle spalle della famiglia, ha perso quella fonte di reddito. Le stesse famiglie hanno conosciuto nuove o più gravi difficoltà. Chi alloggiava nelle residenze Edisu e, per paura o necessità, è tornato a casa, ha fatto ritorno a condizioni spesso non confortevoli; chi negli studentati è rimasto, ha convissuto con restrizioni doppie (a quelle sanitarie generali si sono aggiunte quelle strutturali degli spazi residenziali). Rappresentiamo un disagio vero, che va facendosi sempre più grave: perciò pretendiamo risposte da tutte le istituzioni che hanno responsabilità sui nostri studi e sulle nostre vite.

Convint* che lo studio sia un diritto e che i criteri di merito soprattutto in questa fase possano inficiarlo, sul piano nazionale supportiamo la richiesta di deroga ai requisiti per l’ottenimento delle borse di studio (ne parliamo qui e qui)L’idea avanzata da Edisu a livello regionale di prorogare i termini per l’autocertificazione di merito (che si rivelerebbe problematica per le tempistiche delle graduatorie, moltiplicando incertezze) non ci soddisfa e non centra il punto: in questa fase emergenziale si rende necessario l’abbassamento dei CFU richiesti per accedere ai benefici.

Mentre sul piano degli atenei invochiamo misure di riduzione/esenzione sulle tasse, con lo stesso spirito chiediamo che si agisca a livello regionale per fronteggiare i disagi economici.Chiediamo che si pensi ad una forma di sussidio che aiuti chi si trova a pagare il canone di locazione e che sostenga chi è in scorrimento nelle graduatorie per l’alloggio in residenza, possibilità ora negata costringendo al pagamento di altre soluzioni abitative.Il nuovo decreto del Presidente Edisu (qui riassunto), inoltre, stabilisce che chi ha conseguito la laurea tra marzo e aprile potrà permanere nelle residenze solo pagando € 255/mese: siamo riusciti a ottenere tempi di trasloco più ragionevoli e una tariffa agevolata, ma restiamo fermamente contrari all’idea che neppure in questa fase (con residenze per nulla affollate!) si possa consentire alle poche decine di persone per cui l’uscita dagli studentati risulta al momento disagevole di permanervi gratuitamente fino al nuovo anno accademico.

Quasi un mese fa si è tenuto un incontro con il Presidente Sciretti e l’Assessora Regionale Chiorino: era stato stabilito che avremmo avviato assieme dei tavoli di lavoro, ma non abbiamo più ricevuto aggiornamenti. Chiediamo pertanto che si torni a incontrarsi e discutere, per permettere ai nostri rappresentanti di lavorare concretamente per fornire risposte alle esigenze di cui sopra. È necessario ridiscutere i punti critici del diritto allo studio e in particolare ripensare il prossimo bando alla luce dei disagi causati dall’emergenza.Presidente, assessora: vogliamo al più presto le garanzie che la Regione e l’Ente devono dare per tutelare il diritto allo studio. Se servono fondi dal governo per poter prendere provvedimenti concreti, fatevi portavoce delle nostre istanze e iniziate a chiederli.Conosciamo come funziona il sistema e non accettiamo che le istituzioni fuggano dalle proprie responsabilità.

Vogliamo risposte e le vogliamo ora

Info Borsisti Edisu Piemonte – Alter.POLIS – Studenti Indipendenti – CollettivaMente