Il Politecnico sta facendo abbastanza?

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📆 Nel Senato dell’altro ieri sono state approvate due importanti misure: la proroga delle scadenze IELTS e il non conteggio degli anni per decadenza ed LM. Il mese scorso, sugli appelli più critici, è stato svolto un recupero straordinario. In termini economici, sono stati stanziati 1,5 milioni di € per le famose “borse Covid” da 500 €.

Ma è abbastanza?
La risposta che ci siamo dati è: certamente no.

🙄 Anzitutto è doveroso ricordare che l’Amministrazione si è attivata, accogliendo in Senato alcune delle nostre rivendicazioni, solo a seguito del presidio sotto il Rettorato; peraltro su problemi “causati” da cattive scelte politiche ed amministrative del Politecnico stesso. Le regole di decadenza e di restrizione nell’accesso alle LM sono state scritte proprio dal Senato, al preciso fine di scremare gli studenti ritenuti “immeritevoli”, così come le scadenze dell’IELTS, ferree per lo studente, lasche con l’appaltatore; che non ha garantito un numero di date sufficienti.

✌🏻Il presidio aveva peraltro chiesto al Senato altre due tutele: un appello di recupero, la rimozione del blocco di scorrimento delle domande per tutti. Sulla rimozione del blocco, nonostante le nostre rivendicazioni siano state ritenute largamente legittime, hanno prevalso i pareri di pochi docenti che temevano “copiature”: dunque anzichĂ© imporne la rimozione, si è giunti al solo impegno nel ridurne l’utilizzo nelle prove, chiedendo ai Coordinatori di vigilare sull’effettiva necessitĂ . Sull’appello di recupero, invece, nessun docente ci ha espresso solidarietĂ . Tutti gli intervenuti lo hanno ritenuto “inutile per lo studente”, un “aggravio di lavoro della componente docente”; e di conseguenza la discussione è stata ulteriormente rimandata in una commissione.

🤔 La cosa appare davvero bizzarra: in tutti gli atenei d’Italia si svolgono decine di appelli all’anno. Perché i docenti del Politecnico ritengono un “aggravio di lavoro” lo svolgerne uno in più, peraltro in fase emergenziale? La figura del docente universitario, dal punto di vista formale, somiglia molto a quella del magistrato: non c’è un vero e proprio “contratto nazionale”, e non esiste un vero e proprio “mansionario”, insomma, il lavoro che svolgono è in gran parte definito da essi stessi, o da Organi Collegiali in cui sono la componente di maggioranza. Tali, giuste, tutele per la categoria sono state ottenute negli anni per garantire a figure così importanti la massima autonomia. Ci chiediamo però: è giusto che delle tutele così nobili, ottenute per garantire l’autonomia della didattica e della ricerca, vengano adoperate in un modo del genere? Possibile che un Senatore Accademico non si senta in imbarazzo nel dichiarare che un misero appello aggiuntivo in un periodo del genere sia un “aggravio di lavoro”?

Passiamo alla parte economica.

💰 L’anno scorso il Ministro Manfredi, fece un decreto che stanziava centinaia di milioni a livello nazionale ai fini della riduzione delle tasse. Il Politecnico, probabilmente unico Ateneo italiano, decise di non usare tali fondi, in quanto riteneva che “la tassazione fosse già più bassa di quanto previsto dal decreto”. Morale, quei 3 milioni annui, stanno ad oggi finendo nelle casse dell’Ateneo, anziché essere destinati al diritto allo studio. L’anno scorso si è almeno ottenuto che la metà fossero spesi nelle borse covid, con una delibera che, dall’anno successivo, avrebbe finalmente ridotto le tasse. Di tale riduzione tuttavia si continua a non discutere a dovere, rischiando così di passare dall’essere uno degli Atenei con la tassazione più bassa del paese a uno di quello con la tassazione più alta. E’ davvero questo che il Politecnico desidera? De facto si sta sfruttando la crisi in corso per tagliare i propri investimenti sul welfare.

🥇 Sarebbe bene ricordare il contesto: l’Italia è l’ultimo paese in Europa per numero di laureati, ed è il primo per importo delle tasse universitarie. In tutto ciò, il Politecnico sta facendo abbastanza?