Solidarietà agli accademici dell’Università del Bosforo

Il 2021, per il mondo dell’Università turca, si apre esattamente nella scia del 2020, in linea con politiche repressive messe in campo dal sultano Erdoğan dal 2016 in poi: Il 2 gennaio sono stati nominati 5 nuovi rettori per le università turche, che si aggiungono ai 27 nominati durante tutto il 2020 tutti vicini all’autorità di Erdoğan, nomine che, assieme agli oltre 6mila docenti banditi dall’insegnamento e dai pubblici servizi, mirano a schiacciare qualsiasi voce di dissenso verso l’Akp (Partito della giustizia e dello sviluppo) e del suo leader.

La recente approvazione di una legge che rafforzerà il potere di supervisione del governo su fondazioni e associazioni per i diritti umani è la prova lampante della sempre più manifesta volontà di Erdoğan di controllo totale della società civile in modo da imporre la propria visione di una Turchia fondata sui valori nazionali, ovvero le radici dell’identità turco-islamica.

Agli accademici dell’Università del Bosforo contrari a tale scelta si sono uniti agli studenti della stessa università che hanno manifestato la loro contrarietà alla nomina di Melih Bulu (esponente politico di spicco dell’Akp estraneo alla comunità accademica del Bosforo), a Rettore e nel manifestare alle porte dell’Università sono stati dispersi con l’utilizzo di proiettili di gomma e gas urticanti.

Come studentesse e studenti in lotta per la libertà dei saperi, siamo complici e solidali con lз studentз turchз. Le Università non possono essere strumento di regime per anestetizzare il dissenso o controllare la società! non vogliamo come rettore un fiduciario!

#KayyumRektörİstemiyoruz #RettoreFiduciario