L’Istruzione Pubblica è ancora un diritto? – Assemblea giovedì 8 ottobre

Negli scorsi giorni l’attenzione di noi studenti, e di riflesso quella dell’opinione pubblica torinese, è stata focalizzata sulle insufficienti dotazioni informatiche del Politecnico, con la conseguente esclusione dalle lezioni per tutti coloro che non sono alla prima frequenza.

Anche chi è tornato a Torino pensando di poter frequentare in presenza una parte dei propri corsi ha visto le proprie aspettative disattese: nonostante le promesse, la didattica in aula e gli spazi e servizi a disposizione si stanno rivelando largamente insufficienti.

Al contempo, di certo non meno importante, si torna a discutere di residenzialità. I prezzi degli appartamenti a Torino hanno avuto incrementi a doppia cifra negli ultimi anni, arrestati, ma non invertiti, con l’emergenza COVID. Le residenze universitarie pubbliche, che oltre che ad accogliere gli studenti borsisti hanno la funzione di calmierare i prezzi generali di mercato, sono più sature che mai: anche – ma non solo – a causa delle prescrizioni sanitarie quest’anno in Piemonte ci saranno circa 500 posti letto in meno.

Sarebbe davvero riduttivo, e probabilmente generoso, pensare che le responsabilità della situazione vadano ricercate soltanto nelle politiche di gestione dell’emergenza. Accanto a tante manchevolezze nel quotidiano si affianca l’assenza di una pianificazione di medio e lungo periodo da parte di molteplici decisori, tra cui Politecnico e Comune. Dopo anni di roboanti slogan come “Torino Città Universitaria” ci ritroviamo in una città senza spazi per la didattica e lo studio, con degli Atenei con un’informatizzazione inadeguata, con affitti sempre più cari.

Già prima del COVID il Politecnico aveva un’occupazione delle aule di dimensione grande di circa il 98%; un’endemica carenza di personale docente, tecnico ed informatico; una grande insufficienza di spazi di studio e servizi. Nonostante ciò, gli investimenti sono stati tiepidi e talvolta dispersi su azioni ben poco utili (ad esempio un fantomatico e chiacchierato “centro congressi” in cui il Politecnico dovrebbe contribuire per una decina milioni di euro). Analogo discorso si può fare l’Amministrazione Comunale, che anziché promuovere delle politiche di residenzialità pubblica e servizi ha approvato e contribuito all’insediamento di chi specula sull’abitare (citiamo ad esempio il caso dello spazio “Ex Diatto”, a due passi dalla Cittadella, in cui studenti e residenti chiedevano a gran voce la conversione della fabbrica in una biblioteca / sala studio, e che invece diventerà uno studentato privato di lusso).

Insomma, l’emergenza sanitaria grida – Il Re è nudo! –.

Quindi che fare?

Le uniche piccole tutele adottate lo scorso anno nello svolgimento degli esami a distanza sono state ottenute proprio grazie ad una grande attivazione studentesca: ci siamo riuniti in assemblea per scrivere i diritti che ritenevamo imprescindibili, li abbiamo portati all’attenzione degli Organi di Governo tramite i rappresentanti degli studenti, ed infine, inascoltati, abbiamo manifestato con un mail-bombing.

Allo stesso modo dobbiamo iniziare, in modo sempre più incisivo, ad interessarci di tutti i processi decisionali che ci riguardano. Se vogliamo che si perseguano i nostri interessi è necessario superare il meccanismo della “delega” nei confronti del decisore, in favore di dinamiche partecipate in cui si senta sempre la nostra voce prima di decidere sulla nostra pelle. Contro delle politiche che non pensano al (nostro) futuro, almeno noi studenti dobbiamo cercare di estendere l’orizzonte delle nostre rivendicazioni, senza attivarci in modo sporadico, spesso a giochi fatti.

Con l’intenzione che sia la prima di tante, indiciamo quindi una prima assemblea di Collettivo, in cui parleremo dei temi della Didattica in Ateneo:

–          Che strumenti utilizzare per essere coinvolti nelle decisioni che riguardano la didattica?

–          È accettabile che vengano inserite limitazioni basate sulla prima frequenza o su altri parametri arbitrari? In che termini l’istruzione universitaria è un diritto costituzionale?

–          Il nostro calendario accademico (che regola sessioni, appelli, periodi di svolgimento del carico…) risponde ancora alle esigenze di noi studenti?

L’assemblea si terrà in presenza ed anche online, su discord, GIOVEDI’ 8 OTTOBRE alle 19:00. Il ritrovo fisico sarà un’aula del Politecnico o il centro Studi Argo di via Bertola 47 (cercheremo di tarare lo spazio in base alle presenze).  Per chi volesse partecipare è quindi necessario comunicarcelo per mail a alter.polis@studenti.polito.it . Il luogo definitivo lo comunicheremo rispondendo alle mail appena avremo chiare le presenze e le disponibilità degli spazi.

A presto,

Collettivo Alter.POLIS

Ps. Per chi non ci conoscesse, siamo Alter.POLIS, il Collettivo Studentesco del Politecnico di Torino: siamo nati del 2012 e ci ritroviamo settimanalmente per discutere di temi di Ateneo e cittadini. Crediamo in valori come la democrazia, l’antifascismo, l’antisessismo, e cerchiamo di portare avanti un modello di università pubblica e di qualità. Il Collettivo è del tutto apartitico, asindacale, aconfessionale.