Report CdA 22 maggio 2019

⛑⛑ RIDUZIONE ISEE PER I PART-TIME

Dopo anni di battaglie, in CdA abbiamo finalmente ottenuto la riduzione ISEE per gli studenti part time! La misura prevede l’eliminazione del costo a credito e l’introduzione di una quota uguale per tutti pari al 60% del costo del full per la corrispondente fascia ISEE.

Come diciamo da tempo, questo provvedimento rappresenta una vera e propria battaglia per l’accessibilità degli studi. Ad oggi, non essendo presente alcuna forma di riduzione, l’iscrizione part time risultava estremamente conveniente per chi ha un reddito medio-alto, e, al contempo, del tutto insostenibile per gli studenti meno abbienti.

Tutto ciò, oltre che ad essere profondamente ingiusto sotto il profilo economico, distorceva in modo eclatante il conteggio degli anni di laurea (che sono computati 0,5 per chi si iscrive part time). Ad esempio uno studente lavoratore con basso ISEE, non potendosi iscrivere part time per ragioni economiche, finiva per fare il tempo pieno, andando “sulla carta” fuori corso, e rischiando così la decadenza dagli studi e la perdita dei requisiti per l’iscrizione alla magistrale!

È dal 2012, anno della nostra fondazione, che portiamo avanti questa battaglia, condotta per ridare uguaglianza ad una delle categorie più deboli dell’università, ovvero chi deve convivere, parallelamente agli studi, con gravosi impegni lavorativi o familiari. Negli anni siamo stati avversati con dichiarazione di ogni genere, di cui, la più eclatante che “I part time non sono il nostro target”. Ma non ci siamo arresi! E, come sempre, la perseveranza vince!

Vittoria non da poco, da non dare per scontata, è anche l’assenza dei requisiti: far presentare il contratto di lavoro avrebbe determinato una discriminazione nella discriminazione, tagliando fuori dal part-time tutti gli studenti fuori dalle categorie prestabilite e obbligandolo a passare tramite eventuali istanze valutate da una commissione che avrebbe deciso il destino di una persona sulla base di valutazioni tutt’altro che banali. Tra i tanti esempi, si potrebbe citare coloro che si trovano costretti al lavoro nero. Su questo punto teniamo a fare una riflessione: per chi guadagna cifre dell’ordine di poche migliaia di euro, in Italia non sono presenti tasse sul reddito, rendendo del tutto conveniente lavorare a contratto (maggiori diritti, maggiore tutela, maggiore sicurezza, nessuna tassa)! In sostanza, ponendo un vincolo, si rischiava di punire in termini “accademici” la vittima senza colpire minimamente il vero carnefice, ovvero il datore.

🚰🚰 BORRACCE ANCHE ALLE MATRICOLE MAGISTRALI 

Per un ateneo sempre più green, abbiamo proposto un emendamento alla delibera relativa all’acquisto delle borracce per le matricole triennali. L’emendamento è stato approvato: dal prossimo anno le borracce verranno distribuite anche ai nuovi iscritti delle lauree magistrali!

🗳🗳 NIENTE STOP PER LE ELEZIONI DEL 27, MA DAL PROSSIMO ANNO SEMPRE GARANTITI

Come sempre, per poter garantire a tutti gli studenti di poter esercitare il proprio diritto di voto, abbiamo proposto uno stop didattico per la giornata del 27, successiva alle europee. 

Pur avendo chiesto che la questione fosse messa ai voti, il Rettore ha fatto presente al Consiglio che gli stop didattici “non preventivati” sono di sua esclusiva competenza, e, a causa della vicinanza con la fine del periodo didattico, si è dichiarato contrario a sospendere le lezioni in quanto impossibilitato a trovare tempo per il loro recupero.

Abbiamo a questo punto chiesto che, proprio per evitare stop “non preventivati”, dal prossimo anno il Calendario Accademico venga redatto considerando uno stop in ogni giorno successivo ad una qualsiasi consultazione elettorale. Il CdA questa volta si è espresso, dando parere favorevole! 

A questo punto manca l’approvazione definitiva in Senato (che si terrà domani), organo competente per il calendario accademico, ma vista l’unanimità di voto dei Consiglieri e del Rettore siamo ragionevolmente certi dell’approvazione della misura!

Ovviamente il nostro impegno non si ferma ad una facilitazione: pur cambiando governi, parlamenti e leggi elettorati, la questione del voto fuori sede è sempre un tabù! Per maggiori info su come la pensiamo, vi invitiamo a leggere il nostro penultimo post.