3 maggio 2017

Programma esteso

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Qui trovi il programma breve.

 

Siamo un collettivo indipendente, libero da ogni legame con organizzazioni partitiche, economiche o religiose e pertanto privo di condizionamenti esterni: la nostra missione è difendere i diritti degli studenti ed impegnarci per migliorare i luoghi in cui viviamo e studiamo.

In questi due anni abbiamo lavorato con costanza ed in modo propositivo all’interno degli organi, assumendo un ruolo centrale su tutti i temi che toccano maggiormente gli studenti, ma soprattutto promuovendo dei momenti pubblici di discussione su ciascuno di questi temi, per avere sempre un confronto diretto con gli studenti.

E’ da questo dialogo continuo che si sono sviluppate le principali proposte contenute nel nostro programma. Su alcune di queste proposte  abbiamo già ottenuto l’avvio di una discussione e ci siamo anche lungamente confrontati con le altre componenti della comunità accademica.

Questa non è la nostra prima esperienza di rappresentanza studentesca ma affronteremo il prossimo mandato con lo stesso spirito che ci ha spinto ad associarci ed impegnarci per il nostro Ateneo: da quando siamo nati nel 2012 ci impegniamo, dentro e fuori dagli organi di governo del Politecnico, per difendere i diritti degli studenti e per portare avanti un modello di Università pubblica di qualità, libera, aperta a tutti ed al servizio della collettività.

Continuiamo a credere che una rappresentanza indipendente, inclusiva e aperta a tutti sia l’unico mezzo per ottenere veri risultati.

Continuiamo a credere nella partecipazione perché solo insieme possiamo avere un peso nelle decisioni che riguardano noi studenti!

[spoiler title=”DIDATTICA”]


I dati parlano chiaro: i tempi di conseguimento dei titoli di laurea sono rispettivamente 4,1 anni per la triennale e 2,7 per la magistrale.
Riteniamo che l’Ateneo debba trovare una soluzione efficace al problema: le nostre proposte cercano di migliorare l’attuale organizzazione della didattica con l’obiettivo di renderla maggiormente a misura di studente.

Più appelli d’esame ben distribuiti

Introdurre due sessioni intermedie in primavera e autunno con pausa delle lezioni o con possibilità di sostenere l’esame il sabato.

Pensiamo che il problema maggiore risieda nella vicinanza degli esami, che spesso impedisce di usufruire dei quattro appelli disponibili (un numero inferiore a quello assicurato nella maggioranza degli altri Atenei). La nostra proposta operativa prevede due soluzioni alternative:

– la prima consiste nell’introduzione di due nuove sessioni d’esame della durata di 1 o 2 settimane ciascuna a metà di ogni semestre. Ciò comporterebbe la sospensione della didattica per 1 o 2 settimane nel mese di novembre e nel mese di aprile ed una conseguente riorganizzazione del calendario accademico
– la seconda, invece, consiste nell’utilizzare dieci sabati durante i semestri, permettendo ad ogni studente di sostenere l’esame di almeno uno dei corsi già frequentati. In questo modo non sarebbe necessaria una revisione strutturale del calendario accademico e i problemi connessi alla disponibilità delle aule risulterebbero significativamente ridotti.

In entrambi i casi non sarebbe necessario ridurre le già limitate vacanze estive, e si alleggerirebbe il carico di studio durante le sessioni tradizionali.

Riapertura del carico didattico tra primo e secondo semestre

Attualmente la procedura relativa al carico didattico può essere effettuata solo nel mese di settembre, a conclusione della sessione d’esami.

Come già avviene in altri Atenei, tra i quali l’Università degli Studi di Torino, riteniamo che sia importante introdurre la possibilità di riaprire il carico didattico tra I e II periodo didattico, in modo da permettere agli studenti che al termine della sessione invernale hanno superato degli esami (e quindi “sbloccato” dei CFU) di inserire nel proprio carico didattico esami che a settembre risultavano in overbooking. In questo modo lo studente risulterebbe regolarmente iscritto a quegli insegnamenti e potrebbe sostenere il relativo esame a conclusione del corso.

Inoltre, in questo modo, sarebbe agevole il cambiamento del corso a scelta senza ricorrere al pagamento in Segreteria, tra l’altro non sempre effettuabile.

Esami parziali

Per gli insegnamenti che si prestano ad essere suddivisi in più parti proponiamo la regolamentazione di prove in itinere facoltative in aggiunta agli appelli ordinari.

Tuttora in alcuni corsi di studio è possibile sostenere degli esoneri che permettono di suddividere lo studio e la valutazione durante il semestre, ma ciò viene fatto solamente in maniera ufficiosa. Proponiamo che anche nei corsi più numerosi venga data la possibilità ai docenti di svolgere delle valutazioni in itinere, sempre con l’obiettivo di ridurre l’onere di lavoro in Luglio e Febbraio.

Progetti e relazioni

Valorizzare adeguatamente nella valutazione finale i progetti e le relazioni che, nonostante richiedano molto tempo e grandi sforzi, troppo spesso risultano avere un peso molto basso nelle valutazioni finali.

Se ad Architettura i progetti vengono adeguatamente valorizzati, non possiamo dire lo stesso su Ingegneria. A tanti di noi è capitato di spendere molto tempo su di un progetto o una relazione, per poi ottenere una manciata di punti all’esame. Crediamo fortemente nella progettualità e nei lavori di gruppo, che portano naturalmente a sviluppare anche le competenze trasversali tanto richieste dal mondo del lavoro. Inoltre, un maggior peso ai progetti nella valutazione porterebbe a distribuire maggiormente il carico di lavoro durante il semestre, e quindi ad alleggerire il peso delle sessioni d’esame.

Questionari CPD: valutare le modalità d’esame

Introduzione di un questionario aggiuntivo post-esame per valutare le modalità di svolgimento delle prove.

Ad oggi gli studenti hanno modo di esprimere la propria valutazione riguardo il corso, ed in particolare in riferimento al docente, solamente in base alle lezioni. Crediamo sia opportuno avere la possibilità di rispondere ad ulteriori domande inerenti specificatamente all’esame ed erogate successivamente ad esso, poste in maniera tale da rendere il giudizio di chi risponde il più possibile oggettivo. In questa maniera si potrebbe risalire alle cause che portano alcuni corsi ad avere una percentuale di bocciati molto alta, indagando su questioni quali le modalità di valutazione, il tempo stabilito per lo svolgimento del compito, la possibilità di svolgere l’esame con le conoscenze acquisite durante il corso.

Questionari CPD: valutare in generale la qualità della vita nel campus

I nostri rappresentanti hanno già discusso all’interno del Comitato Paritetico per la Didattica sull’inadeguatezza del questionario circa i temi di carattere generale. Insieme ai docenti e agli altri rappresentanti stiamo lavorando per l’introduzione di un questionario, probabilmente annuale, che vada ad indagare quei temi non toccati dalle domande canoniche riferite ai singoli corsi, come organizzazione degli appelli, adeguatezza degli spazi dedicati agli studenti, coerenza dell’offerta formativa.

Questionari CPD: valutare la qualità linguistica

Valutare la qualità linguistica delle lezioni in inglese con una domanda apposita nel questionario.

Sebbene sia un tema che potrebbe non interessare molto gli studenti italiani, appare evidente la necessità di chiarezza nella pronuncia e, in generale, nell’uso della lingua, da parte dei docenti nelle lezioni tenute in inglese. Nei questionari CPD erogati finora non vi era alcuna domanda volta ad indagare questo aspetto; riteniamo sia doveroso introdurla in virtù delle richieste presentateci. I nostri rappresentanti hanno comunque iniziato a segnalare il problema.

Videolezioni

Estendere il servizio ai corsi sprovvisti e potenziarlo laddove è carente.

Riteniamo che le videolezioni rappresentino un ulteriore valore aggiunto alla didattica offerta dal nostro Ateneo e siano uno strumento di notevole utilità, molto apprezzato dagli studenti come è facilmente riscontrabile a partire dall’elevato numero di visualizzazioni attraverso la piattaforma e-learning del Politecnico.

Dal nostro punto di vista le videolezioni sono da intendersi come uno strumento integrativo per riascoltare e rivedere quanto spiegato a lezione con l’obiettivo di chiarire eventuali dubbi. Tuttavia, attualmente, sono pochissimi i corsi di studio con un sufficiente numero di insegnamenti videoregistrati.

Riteniamo necessario un lavoro corale su questo tema da parte di tutti i soggetti responsabili a vario livello della gestione della didattica, sia per quanto riguarda il potenziamento delle attrezzature, sia per quanto riguarda la disponibilità dei docenti.

Alcuni di questi punti fanno parte delle 5 PROPOSTE che abbiamo presentato nei mesi scorsi e sono già in discussione in Senato Accademico

Accesso alle magistrali

Modificare le regole di accesso ai corsi di laurea magistrale affinché a tutti gli studenti venga permesso di proseguire i propri studi dopo il conseguimento del titolo triennale

I corsi di laurea magistrale sono il naturale proseguimento di quelli triennali, in quanto vengono forniti gli strumenti per applicare tutto quanto si è appreso precedentemente. Per questo motivo riteniamo che tutti i laureati triennali debbano avere la possibilità di proseguire gli studi, e ci dichiariamo contrari a quello che è a tutti gli effetti un “non riconoscimento” da parte del Politecnico di un titolo che esso stesso ha rilasciato.

Nell’ultimo mandato siamo stati gli unici ad opporsi alla “fascia rossa”, dove ricadono gli studenti che pur laureatisi nel nostro Ateneo non possono continuare a studiarvi, e siamo giunti ad un passo dall’ottenere un’ulteriore valutazione della loro carriera. Riteniamo di fondamentale importanza lavorare affinché a tutte queste persone venga assicurata la possibilità di proseguire gli studi, e ci impegniamo a portare avanti questa battaglia con ancora più determinazione.

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[spoiler title=”SPAZI”]


Negli ultimi anni il tema spazi è diventato centrale per il futuro del Politecnico. Il notevole e costante aumento del numero di pre-immatricolati ad ogni anno accademico richiede profonde riflessioni sia sulla risposta a quella che può essere considerata una vera e propria “emergenza” che su che tipo di Ateneo vogliamo essere tra 10 (e oltre) anni. Oltre al sovraffollamento delle aule, dobbiamo lavorare affinché il nostro diventi un vero e proprio campus a tutti gli effetti: servono spazi per studiare, spazi per socializzare e spazi per lo sport.

Grandi progetti edilizi

Da anni oramai, chiediamo che il Politecnico agisca in maniera attiva rispetto al problema spazi. Davanti al sovraffollamento dei nostri corridoi e delle nostre aule esistono due possibili soluzioni: ridurre drasticamente il numero chiuso o espandere le sedi. In virtù di una sempre più ampia diffusione di conoscenza, e visti i drammatici dati sul numero di laureati in Italia (28% tra i 26-34 anni, rispetto ad una media europea del 42%), non possiamo che propendere per quest’ultima strada. Negli ultimi anni abbiamo chiesto con insistenza soluzioni emergenziali per evitare innanzitutto ulteriori riduzioni del numero chiuso: mentre le pre-immatricolazioni passavano da circa 3.000 alle attuali 12.000, il nostro numero programmato per le triennali di Ingegneria scendeva da 5000 a 4500. Riteniamo inaccettabile un tale modo di agire, a maggior ragione visto che si sta parlando di una Università pubblica e che dovrebbe essere il più aperta e inclusiva possibile. Nell’ultimo mandato siamo riusciti ad evitare ulteriori restrizioni: verranno infatti costruite, nei prossimi mesi, 4 aule prefabbricate da 200 posti l’uno che ci permetteranno di affrontare l’emergenza, in attesa che le nuove aule R diverranno operative. Non si può però ragionare solo nel breve termine: serve una visione di lungo respiro che permetta di ampliare la capacità ricettiva del nostro Ateneo. Il ritardo accumulato è evidente, ma finalmente qualcosa comincia a muoversi: nei prossimi mesi verrà approvato il nuovo Masterplan delle sedi universitarie. Si tratta di un documento programmatico che presenta una progettualità sul medio/lungo periodo e che prevede di utilizzare la Cittadella Politecnica come principale cassa di espansione. Il nostro obiettivo è continuare a partecipare attivamente alla progettazione dei nuovi spazi che il Politecnico si impegnerà a realizzare, sia tramite l’attività di rappresentanza che promuovendo attività di workshop e progettazione direttamente nei corsi di studio adeguati.

Nel Bilancio 2017 sono stati stanziati fondi importanti non solo per delle nuove aule, ma anche per una grande ed innovativa Biblioteca di Ingegneria a scaffale aperto: uno spazio adatto allo studio che sia un vero e proprio motore culturale dell’intera Cittadella, adatto a tutte le esigenze della comunità accademica e della città!

Adeguamento tecnologico

È sotto gli occhi di tutti: tante, troppe aule si ritrovano senza copertura WiFi e prese elettriche, rendendo di fatto inutilizzabile qualsiasi tipo di device e privando gli studenti di un supporto a volte fondamentale per poter seguire in maniera proficua le lezioni. Occorre quindi un investimento a tappeto su tutte le sedi per estendere e potenziare il collegamento ad internet e alla rete elettrica.

Dal punto di vista logistico è necessario anche un’altro tipo di intervento a tappeto: attrezzare un sempre maggior numero di aule con gli strumenti necessari per videoregistrare i vari insegnamenti. Si tratta di una tipologia di materiale didattico estremamente utile per lo studio e occorre estendere tale servizio a tutti i corsi erogati dall’Ateneo.

Nell’ultimo Bilancio sono stati anche stanziati diversi milioni per il rinnovamento dei vari laboratori didattici: sia negli organi centrali (CdA e Senato) che in tutti i collegi di ogni corso di studi, dobbiamo lavorare per incentivare la ristrutturazione o l’ampliamento di tutti gli spazi che lo richiedono.

Spazi esterni per lo sport

Un campus che si rispetti, specialmente in condizioni di scarsità di spazi, deve essere fruibile in ogni suo angolo: con piccoli e rapidi interventi è possibile sfruttare appieno anche una infinita serie di spazi esterni utili, specialmente durante i mesi estivi, per socializzare, mangiare, fare lavori di gruppo e studiare. I cortili dipartimentali ne sono un esempio: grandi spazi all’aperto che, in troppi casi, oggi sono completamente abbandonati.

Un punto importante deve essere dedicato allo sport: un vero Campus universitario deve possedere, al suo interno, anche degli spazi sportivi che si rispettino: aggregazione e salute che si fondono in una migliore vivibilità. Diversi anni fa il CUS aveva in programma la costruzione di una vera e propria piattaforma sportiva: tutti i ragionamenti sul futuro della Cittadella Politecnica devono prevedere miglioramenti anche dal punto di vista sportivo!

Lunch room

Uno dei principali problemi del nostro Ateneo riguarda una delle più elementari esigenze di ognuno di noi: mangiare. Durante i mesi più caldi è possibile utilizzare delle aree all’esterno (comunque non sufficienti) ma durante il periodo invernale uno studente non ha la possibilità di accedere a spazi appositamente disegnati per consumare dei pasti preparati a casa. Non tutti possono permettersi di acquistare in sede il pranzo ogni giorno e tale esigenza diventa quindi fondamentale: occorre ristrutturare degli spazi adatti per ricavare un luogo in cui poter riscaldare il cibo e consumare il pasto in compagnia!

Spazi per la progettualità

Negli ultimi anni i team studenteschi sono cresciuti a dismisura, sia in numero che in dimensione. Oramai sono una realtà ampiamente consolidata all’interno della nostra comunità accademica e occorre fare il possibile per valorizzarli al meglio. Molti team hanno apposite esigenze e non sempre i vari dipartimenti riescono a soddisfarle: il nostro obiettivo è spingere perché si riesca a realizzare un grande laboratorio, con una adeguata strumentazione, in grado di accogliere tutti i Team studenteschi, favorendo sempre di più collaborazioni e integrazioni tra i vari gruppi. Questo spazio potrebbe essere polivalente e ambire anche al soddisfacimento di un’altra esigenza: quella di avere un luogo aperto, un punto di incontro, per tutti gli studenti che hanno l’esigenza (o la voglia) di sviluppare particolari progetti.

Occorre inoltre aumentare il numero di spazi per poter lavorare in gruppo e per organizzare anche attività di altro tipo: un vero e proprio auditorium a disposizione di tutti gli studenti!

Aule studio

A partire dalla primavera del 2015 grazie al successo della campagna “#whereismyplace?” EDISU ha potenziato il servizio estendendo l’orario di apertura delle aule studio Verdi ed Opera fino alle 2 di notte in periodo di sessione esami e prevedendo l’apertura dell’aula studio Bunker di via Giuria nel fine settimana. Anche il Politecnico si è mostrato maggiormente sensibile a questo tema ed ha messo in campo alcuni interventi come la realizzazione di una sala studio sotto la nuova aula 7 o l’allestimento allo scopo di alcuni spazi presso le aule T e l’estensione dell’orario di apertura delle stesse fino alle ore 00:30 insieme all’aula studio EDISU di Corso Castelfidardo.

Questi interventi, tuttavia, costituiscono una risposta parziale e non risolutiva ad un problema che rimane grave e necessita di soluzioni più incisive. Le sale studio continuano ad essere troppo affollate! D’altro canto le aule libere per studiare sono sempre di meno: l’attuale emergenza connessa alla carenza di spazi per la didattica determina una gestione degli orari che comporta una percentuale elevatissima di utilizzo delle aule, che risultano quasi sempre impegnate da lezioni ed esercitazioni; questa situazione risulta aggravata dall’indisponibilità delle aule R e P, in passato molto utilizzate (soprattutto queste ultime) come sale studio, oggi chiuse in vista dei previsti lavori di demolizione e ricostruzione che tuttavia non hanno ancora preso avvio.

Per affrontare questo problema è necessario che tanto EDISU quanto il Politecnico intervengano per incrementare la capienza complessiva delle sale studio sia per estendere maggiormente gli orari di apertura delle stesse. In particolare EDISU deve portare a compimento in tempi brevi alcuni interventi già da tempo previsti:
– aumentare il numero di posti presso le sale studio Opera e Bunker attraverso la ristrutturazione degli spazi attualmente occupati dal servizio “prestito libri” e da magazzini;
– attivare una “sala lettura” presso la mensa di via Principe Amedeo;
– riconvertire temporaneamente a sala studio la mensa di via Galliari (v. punto “mense”);
– realizzare una nuova sala studio all’interno del Salone delle Guardie nel compendio della Cavallerizza Reale.

A questi interventi deve essere associata un’ulteriore estensione dell’orario di apertura in orario serale/notturno e nei fine settimana, a partire dall’aula studio di corso Castelfidardo.
Per quanto riguarda invece le sale studio all’interno delle sedi del Politecnico, è necessario individuare altri spazi di cui possa essere prevista l’apertura serale (secondo il modello adottato per le aule T) con eventuale estensione notturna (H24) e nei giorni festivi. Interventi simili devono essere attuati anche nelle sedi distaccate: Mirafiori, Lingotto, Valentino e via Morgari. Accanto alle aule studio potrebbe essere molto utile prevedere l’apertura in orario serale di almeno un LAIB. Nell’ambito dei nuovi progetti edilizi (in particolare le nuove aule R ma anche Torino Esposizioni) si dovrà prestare particolare attenzione perchè i locali destinati a sala studio siano presenti in misura adeguata e siano collocati in modo che sia possibile prevederne una gestione separata rispetto alla struttura nel suo complesso, consentendone così una più facile e sicura Ma per rispondere efficacemente a questa crescente domanda di spazi per studiare possono essere messi in campo anche interventi più semplici, per esempio: assicurare che le aule libere siano lasciate aperte presso tutte le sedi (anche laddove oggi non succede, p.es. via Morgari) e sia possibile utilizzarle fino all’orario di chiusura (20:30) senza limitazioni.

Mense

Quattro anni fa sembrava che il servizio di ristorazione gestito da EDISU fosse inesorabilmente destinato alla soppressione: a seguito dei drastici aumenti delle tariffe deliberati dalla Giunta Cota il numero di pasti erogati era sceso a livelli insostenibili, fino a determinare per un anno la chiusura della mensa di via Principe Amedeo. Negli anni successivi la disaffezione degli studenti nei confronti delle mense EDISU non è calata, anche e soprattutto a causa della scarsa qualità dei pasti: il servizio ha continuato ad essere poco utilizzato ed economicamente insostenibile, con un evidente sbilancio tra costi di gestione ed entrate tariffarie. Più dell’80% degli utenti infatti rientra nella prima fascia: le mense EDISU sono utilizzate in prevalenza dai borsisti ed in generale dagli studenti a reddito più basso. A partire dal 2014 le tariffe sono state progressivamente abbassate, con l’introduzione di nuove fasce per agevolare l’accesso da parte degli studenti con redditi medi (per i quali è molto più forte la “concorrenza” della ristorazione privata) ed una riduzione massima del 30% sulla prima fascia, che ha riportato le tariffe dei pasti ai livelli del 2011! Purtroppo queste riduzioni sono state finanziate tramite una trattenuta di 150€ sull’importo della borsa di studio come “contributo annuo per il servizio di ristorazione”: una trattenuta che a nostro parere doveva essere compensata con un incremento dell’importo della borsa, cosa che purtroppo non è avvenuta. Nonostante questo aspetto negativo, la riduzione delle tariffe ed il  “contributo annuo” hanno prodotto il risultato sperato, incentivando l’utilizzo delle mense EDISU e determinando un significativo incremento del numero di pasti erogati: in particolare le mense Castelfidardo, Borsellino e Villa Claretta hanno registrato aumenti fino al 30%! L’incremento del numero di pasti rappresenta una condizione indispensabile per ottenere migliori condizioni nell’ambito delle prossime gare per riaffidare la gestione delle mense. Questo incremento, tuttavia, non può basarsi solamente su una politica tariffaria: in particolare, per facilitare l’utilizzo delle mense da parte degli studenti non borsisti, è necessario semplificare le modalità di accesso e di pagamento con iscrizione automatica nelle fasce, pagamento via POS o ricarica della smart-card tramite app.

Dal nostro punto di vista “ottenere migliori condizioni” significa due cose:

  • un costo pasto più basso, che consenta così di praticare tariffe più convenienti anche per gli studenti a reddito medio-alto rendendo così le mense EDISU maggiormente concorrenziali rispetto al mercato privato e facendo sì che possano essere intese come un servizio rivolto a tutta la popolazione studentesca, non soltanto ai borsisti, come avviene oggi;
  • una maggiore qualità dei pasti, da monitorare costantemente utilizzando al massimo gli strumenti di controllo partecipativo del servizio dei quali abbiamo ottenuto in tempi recenti l’istituzione (Commissione Mensa) e facendo sì che negli appalti siano previsti maggiori possibilità di intervento nei casi in cui gli utenti riscontrino una qualità non soddisfacente.

Accanto a queste due condizioni siamo convinti che le nuove gare costituiscano un’occasione fondamentale anche per ripensare l’organizzazione degli spazi che ospitano le mense, trasformandoli sempre più in luoghi di aggregazione/socialità riconosciuti dagli studenti come punti di riferimento, utilizzabili tutto il giorno come sale studio o spazi di ritrovo, nei quali eventualmente il servizio di ristorazione per pranzo/cena sia affiancato alla presenza di un bar. Questo obiettivo può essere perseguito con limitati interventi strutturali che consentano un utilizzo più flessibile degli spazi, tenendo in considerazione che potrebbe essere necessario incrementare ulteriormente la capienza delle mense qualora la tendenza all’incremento del numero di pasti erogati dovrebbe proseguire od accentuarsi nei prossimi anni.

Queste condizioni dal nostro punto di vista devono essere perseguite sia nel caso in cui sia direttamente EDISU a gestire le gare, sia qualora il Politecnico subentri nel ruolo di stazione appaltante come si è ipotizzato nel caso della mensa Castelfidardo. Rispetto a quest’ultima ipotesi, riteniamo che possa essere una soluzione molto efficace se attuata in stretto coordinamento con EDISU e con una vera partecipazione delle rappresentanze studentesche alla definizione puntuale degli indirizzi di gara, con l’obiettivo di perseguire, oltre alle “migliori condizioni” sopra descritte, anche un incremento della capacità della mensa attraverso una maggiore integrazione della stessa con la vicina caffetteria.

Siamo convinti, tuttavia, che per gli oltre trentamila studenti che gravitano attorno alla sede centrale del Politecnico non possa essere sufficiente un unico punto di erogazione del servizio mensa: già oggi, con la crescita registrata a partire da settembre 2016, non è affatto raro che si formino lunghe code per accedere alla mensa Castelfidardo. Per questo è necessario che EDISU faccia tutto il possibile per mantenere in attività la mensa Borsellino, peraltro una delle strutture più apprezzate dagli studenti dal punto di vista della qualità dei pasti ed utilizzata al massimo della sua capacità: contro la chiusura di questa mensa, dovuta alla scadenza della convenzione che lega il gestore privato ad EDISU ed all’impossibilità amministrativa di procedere rinnovo della stessa, a dicembre 2016 sono state raccolte più di 1000 firme in pochi giorni! La presenza di una mensa nell’area di via Boggio sarà nei prossimi anni sempre più importante con la realizzazione delle 4 nuove aule prefabbricate nel parcheggio presso la centrale Iren e successivamente della struttura che sostituirà le attuali aule R, senza dimenticare la presenza dell’Energy Center e delle nuove residenze Mollino e Codegone.

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[spoiler title=”TASSE”]


Tutti i nostri ragionamenti sulla tassazione studentesca partono da un dato decisamente allarmante: nel bilancio 2016 è stato evidenziato, rispetto all’anno precedente, un aumento dei proventi dai contributi degli studenti pari a 6.156.047€. Tale aumento è causato prevalentemente dalla riforma del calcolo dell’ISEE che mediamente, a parità di reddito e patrimonio, ha causato un aumento dell’indicatore.

Tutto ciò è inaccettabile, soprattutto alla luce del confronto con il resto dell’Europa: rimaniamo il terzo Paese europeo per tassazione universitaria pubblica, condizione decisamente negativa per uno Stato ha la peggior percentuale di laureati del continente.

Oltre a questo aumento che, senza interventi strutturali, viene perpetuato di anno in anno, dal prossimo anno accademico tutti gli atenei italiani riceveranno i fondi stanziati dal Governo in Legge di Stabilità. In parole povere, è stato istituito un fondo di 110 Milioni di euro da distribuire sul territorio nazionale in base al numero di studenti che, rispettando determinati requisiti di reddito e merito, sarebbero esonerati totalmente o parzialmente dal pagamento di contributi alla propria Università.

TABELLA REQUISITI

Secondo le nostre stime, a regime, il nostro ateneo riceverà oltre 2.5 milioni di euro!

Restituzione aumenti degli ultimi anni

Quest’anno sono stati fatti importanti passi in avanti, sia con le modifiche al regolamento tasse (istituzione della NO-TAX area fino a 13.500€) che dal punto di vista del welfare studentesco. Queste misure però non sono affatto sufficienti visto che non sono di grandezza paragonabile agli aumenti degli ultimi anni.

Vista la più che buona situazione economica del Politecnico (oltre 40 milioni di risultato economico) è necessario che tutte le risorse aggiuntive legate alla tassazione siano totalmente reinvestite negli in interventi e servizi per gli studenti.
In virtù della solidità economica del nostro Ateneo, è ancora maggiore la responsabilità nei confronti dei meno abbienti: la scelta di proseguire o meno gli studi non può essere legata alla propria ricchezza e il Politecnico, in quanto Università pubblica, deve fare il possibile per garantire il Diritto allo Studio.

Estensione della NO-TAX Area

Il Regolamento Tasse 2017/2018 prevede una NO-TAX area per tutti gli studenti con ISEE inferiore a 13.500€ e con i requisiti di merito di cui sopra. È un miglioramento concreto che grazie ai fondi della Legge di Stabilità costa zero al Politecnico (anzi, probabilmente il sarà leggermente positivo). Anche se tale soglia è stabilita a livello Ministeriale, il Politecnico può metterci del suo e prevedere di aumentare (a proprie spese) la platea di studenti che possono risultare iscritti pagando solo la tassa regionale per il diritto allo studio. Questo potrebbe essere fatto aumentando la soglia ISEE, ad esempio fino a 30.500€, per accedere a questo particolare regime di tassazione.

Rivedere i livelli contributivi

Uno dei principali motivi che hanno causato il vertiginoso aumento dei proventi per la didattica (passati da circa 28 milioni a ben 34 nel giro di un solo anno) è la riforma del calcolo ISEE. Se cambia l’unità di misura del reddito a livello nazionale, anche noi dobbiamo fare le opportune equivalenze: non farlo significa avallare un consistente aumento della tassazione, come il Bilancio ci dimostra in maniera esemplare. Riteniamo di fondamentale importanza rivedere totalmente il sistema dei 75 livelli contributivi scalando verso l’alto tutti gli importi di almeno 2 posizioni. È altresì importante prevedere una maggiore progressività: la differenza tra una fascia e l’altra deve essere minore per i livelli contributivi più deboli.

Eliminare il limite ISPE

L’ISEE non è l’unico parametro che fotografa la situazione economica della famiglia, è presente anche l’ISPE, un indicatore della situazione patrimoniale. Negli ultimi anni sono cambiate alcune norme che mettono notevolmente in difficoltà tutti quegli studenti a basso reddito che si ritrovano, ad esempio per qualche terreno in eredità, un vertiginoso aumento dell’indicatore patrimoniale, con la gravosa conseguenza di non avere più accesso alla riduzione tasse.

Fasciazione per i part-time

Questo è uno dei punti che ci sta più a cuore: sono anni che parliamo di progressività anche per la tassazione degli studenti part-time e durante la discussione sull’ultimo regolamento tasse, eravamo ad un passo dall’ottenerla. Alla fine siamo stati gli unici in commissione a votare per un sistema di questo tipo. Nonostante le battute d’arresto, non ci fermiamo: siamo convinti che sia profondamente ingiusto che uno studente a basso reddito si ritrovi a pagare fino a 1000€ in più di uno studente full-time. La legge di stabilità ha leggermente migliorato la situazione, il problema è che i requisiti di merito per potervi accedere non differenziano tra studenti full-time e part time: 25 CFU in un carico didattico da 80 hanno un peso, in un carico da 40 ne hanno un altro.

La nostra proposta rimane quindi la stessa: prevedere una riduzione tasse anche per gli studenti part-time, con una tassazione pari al 65% del corrispettivo full-time.
Il tutto, mantenendo una libertà di accesso alla tipologia di iscrizione e garantendo l’istituto speciale per gli studenti che hanno già superato tutti gli esami e che devono completare solo la tesi: il “part-time finale”.

Maggiori investimenti nel Welfare studentesco

Dopo un anno di interminabile lavoro, nonostante un percorso lungo e tortuoso, siamo riusciti a fare approvare la nostra proposta sul welfare studentesco: dal prossimo anno accademico, infatti, tutti gli studenti con i requisiti di merito della Legge di Stabilità, riceveranno gratuitamente l’Abbonamento Musei e l’Abbonamento urbano GTT (questo solo per ISEE inferiori a 30.500€). Si tratta di due misure importantissime, sia per favorire l’accesso culturale ai beni museali del nostro territorio e per promuovere una cultura sostenibile attraverso l’utilizzo abituale dei trasporti pubblici. L’intervento sulla mobilità, permette inoltre di sgravare gli studenti di un costo altrimenti necessario.

Queste due iniziative sono un ottimo punto di partenza ma i margini di miglioramento sono notevoli.

Rimborso totale per FORMULA e Trenitalia

Le misure recentemente approvate consentono anche agli abbonati FORMULA (trasporti integrati) di ottenere un rimborso pari alla quota parte dell’abbonamento Urbano. Siamo convinti sia necessario concedere un rimborso totale anche agli studenti che si trovano costretti a pagare centinaia e centinaia di euro per poter utilizzare i mezzi pubblici per raggiungere Torino. Stesso discorso per i pendolari regionali: occorre estendere l’accesso al beneficio anche agli studenti con abbonamento integrale Trenitalia. Oltre a essere importante dal punto di vista economico, è fondamentale dal punto di vista della sostenibilità ambientale: i pendolari, sono infatti una categoria di studenti su cui è estremamente importante agire per favorire l’utilizzo dei mezzi pubblici a discapito di quelli privati.

Rimborso parziale per studenti con ISEE superiore a 30.500€

Mentre l’abbonamento Musei viene distribuito senza criteri di reddito, per l’abbonamento GTT è richiesto un ISEE pari o inferiore a 30.500€. La nostra proposta iniziale sul tema, prevedeva una progressività nella percentuale di rimborso, per tutti coloro che presentavano una dichiarazione ISEE: vorremmo rilanciare tale proposta prevedendo uno sgravio del 50% per tutti gli studenti con ISEE superiore a 30.500€.

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[spoiler title=”DIRITTO ALLO STUDIO”]


Aule studio e mense fanno parte di un più ampio sistema di servizi e benefici erogati allo scopo di garantire il diritto allo studio a tutti i “capaci e meritevoli anche se privi di mezzi”, come sancito dalla Costituzione della Repubblica e dallo Statuto della Regione Piemonte, per “assicurare, per il raggiungimento dei gradi più alti dell’istruzione, maggiori opportunità personali di crescita culturale e civile, rimuovendo gli ostacoli che ne limitano l’accesso.”

Da sempre ci battiamo, dentro e fuori dalle sedi istituzionali, per difendere ed estendere il diritto allo studio: negli anni della Giunta Cota abbiamo lottato con determinazione contro i pesantissimi tagli che hanno portato la copertura delle borse di studio al minimo storico (30%) e si sono abbattuti con violenza anche su tutti i servizi di welfare studentesco. Ci siamo opposti con forza a tutti i tentativi di giustificare e normalizzare questi tagli attraverso l’introduzione di criteri sempre più restrittivi per l’accesso ai benefici, per nascondere dietro una retorica falsamente meritocratica lo smantellamento del diritto allo studio. Abbiamo promosso ed animato decine di iniziative di protesta, giungendo ad occupare ed autogestire per più di due mesi la mensa di via Principe Amedeo nell’autunno del 2013: un lungo percorso di mobilitazioni che ha riportato il diritto allo studio al centro della discussione pubblica e lo ha imposto come tema prioritario. A partire dal 2014 la nuova amministrazione regionale ha risposto positivamente alle nostre sollecitazioni: i finanziamenti ad EDISU sono più che raddoppiati (passando da poco meno di 10 milioni nel 2013 ad oltre 21 nel 2017) e dopo cinque anni, nella primavera del 2016, la copertura delle borse di studio ha nuovamente raggiunto il 100%!

Borse di studio

La riconquista della copertura totale non è stata un traguardo scontato e non è scontato che nei prossimi anni questo risultato venga confermato: occorrerà continuare a vigilare affinchè la Regione continui a stanziare risorse sufficienti per erogare i benefici al 100% degli aventi diritto, considerando che questa situazione sta determinando una forte attrazione di studenti da altre Regioni che si traduce in un aumento delle domande e di conseguenza in un crescente fabbisogno finanziario.
Non bisogna dimenticare, in ogni caso, che oltre al mantenimento della copertura totale è necessario continuare a lottare per una maggiore estensione della platea degli aventi diritto: il nuovo ISEE ha determinato l’esclusione di moltissimi studenti dai benefici del diritto allo studio! L’innalzamento della soglia massima fino a 23’000 € è stato un risultato importante ottenuto grazie al successo della campagna “#iononrinuncio” promossa da Link – Coordinamento Universitario ed alla quale abbiamo partecipato attivamente: purtroppo si è rivelata insufficiente per compensare appieno gli effetti del nuovo ISEE! Per questo è necessario alzare ulteriormente la soglia reddituale per l’accesso alle borse di studio ed al servizio abitativo, ma anche introdurre una “fascia cuscinetto” che includa gli studenti “quasi-borsisti” con un reddito non abbastanza basso per accedere ai benefici completi, ma comunque bisognosi di un sostegno per potere accedere intraprendere con serenità un percorso di studi! Agli studenti inclusi in questa “fascia cuscinetto” devono essere destinati interventi diretti ed indiretti: un primo passo in questa direzione è rappresentata dagli interventi per il welfare studentesco che il Politecnico metterà in campo a partire dal prossimo anno accademico (v. punto “welfare studentesco”) ed in particolare dall’erogazione gratuita degli abbonamenti per il trasporto pubblico, ma questa politica deve essere integrata, per esempio con l’introduzione di buoni per l’acquisto dei libri di testo. È necessaria soprattutto con l’estensione della no-tax area prevista dalla Legge di Stabilità (v. punto “tasse”) fino ad una soglia non inferiore a 30’500 € per porre fine ad una situazione paradossale, per cui uno studente con ISEE inferiore a 23’000 € può ricevere una borsa di studio ed ha diritto all’esonero totale delle tasse, mentre chi supera anche solo di 1 € questa soglia, non solo non riceve nulla, ma si ritrova costretto a pagare!

Rispetto alle borse di studio sarà necessario ritornare a lottare anche per richiedere un incremento degli importi, che continuano a risultare troppo bassi soprattutto per gli studenti fuori sede, in particolare quanti non riescono a trovare posto nelle residenze EDISU (v. punto “residenze”): in questi anni gli importi sono stati mantenuti al livello minimo consentito dal MIUR anche per facilitare il ritorno alla copertura totale, secondo un principio di solidarietà assolutamente condivisibile, ma con il consolidamento di questo risultato è necessario rimettere al centro la richiesta di un adeguamento degli importi che consenta la piena copertura dei costi di mantenimento degli studi! Questo incremento dovrà innanzitutto compensare la perdita di valore delle borse di studio determinata dall’introduzione della trattenuta di 150 € come “contributo annuale per il servizio di ristorazione”.

Residenze

Se non è stato affatto facile riconquistare la copertura totale delle borse di studio, per quanto riguarda il servizio abitativo sarà molto più difficile giungere all’eliminazione della figura dell’idoneo non beneficiario: nell’area torinese mancano ad oggi circa 1300 posti letto ed è evidente che per coprire tutti gli aventi diritto occorrerebbe un enorme piano di investimenti edilizi che comunque necessiterebbe di molti anni per essere attuato. Dal nostro punto di vista l’obiettivo deve continuare ad essere l’assegnazione dei posti letto al 100% degli idonei: un obiettivo di lungo periodo da raggiungere gradualmente, avviando già da subito una politica di incremento dell’offerta abitativa nelle residenze EDISU!

Negli scorsi anni ci siamo opposti fortemente alla politica condotta dalla precedente amministrazione comunale (Giunta Fassino) che con il suo “Masterplan delle Residenze Universitarie” perseguiva l’obiettivo di mettere sul mercato una quota consistente del patrimonio pubblico per realizzare residenze universitarie private: una politica che non aveva l’obiettivo di potenziare l’offerta di posti letto integrati nel sistema del diritto allo studio, destinati agli studenti economicamente più deboli, ma si basava unicamente su una logica di sfruttamento della reddita urbana. Contro questo disegno di privatizzazione e speculazione abbiamo sostenuto una proposta di “masterplan alternativo” chiedendo che la Città di Torino assegnasse gratuitamente ad EDISU immobili da riconvertire in residenze universitarie pubbliche, per fare fronte alle esigenze abitative degli studenti borsisti che oggi risultano idonei non beneficiari di posto letto. Le pressioni esercitate sull’amministrazione comunale (prima e dopo le elezioni del 2016) hanno portato la Giunta Appendino a stipulare con EDISU una concessione non onerosa su un’ex sede ASL in via Lombroso 16, nel quartiere San Salvario. Grazie a questo atto EDISU potrà realizzare una nuova struttura abitativa con appartamenti che potranno ospitare circa 75 studenti: una goccia nell’oceano rispetto ai 1300 posti letto mancanti, ma che rappresenta un primo importante passo avanti nella direzione del potenziamento del servizio abitativo. Oltre a questo intervento di nuova realizzazione, riteniamo che EDISU debba proseguire ed intensificare gli investimenti per la ristrutturazione delle attuali residenze, a partire dalla manutenzione straordinaria della residenza Cercenasco, cercando di incrementare il numero di posti letto anche negli immobili già destinati a residenza, in primo luogo con interventi di adeguamento antincendio che consentano un pieno utilizzo delle strutture.

Non è tuttavia sufficiente avere un numero più elevato di posti letto: bisogna fare in modo che le residenze possano essere sempre più luoghi in cui gli studenti che vi abitano possano “sentirsi a casa” trovando un ambiente familiare e confortevole, ricordando che in un contesto universitario la qualità della vita ha un impatto importante anche sulla qualità dello studio. Agli investimenti edilizi sopra citati si dovrà accompagnare un investimento per il potenziamento del servizio internet: un aspetto fondamentale per una residenza universitaria, dal punto di vista didattico e non solo! Nelle residenze non connesse alla fibra ottica del sistema universitario sarà necessario prevedere un’integrazione dei contratti per estendere la banda, oggi insufficiente: laddove e quando la banda sarà finalmente adeguata, sarà necessario proseguire ed intensificare il piano di installazione del wi-fi cominciando da una copertura omogenea di tutti gli spazi comuni, per arrivare a servire tutte le aree di tutte le residenze!
In merito ai servizi interni (reception, pulizie, manutenzioni, ma anche lavatrici e fotocopiatrici) bisognerà prestare particolare attenzione nella predisposizione della prossima gara d’appalto: eventuali riduzioni della quantità e della qualità di questi servizi impatterebbero non solo sulla vita degli ospiti delle residenze, ma avrebbero anche conseguenze molto pesanti sui lavoratori che li gestiscono in regime di outsourcing. Sarà necessario operare, in stretto coordinamento con le organizzazioni sindacali, per evitare che questo passaggio porti con sè problemi occupazionali o salariali. In una prospettiva più ampia, sempre di concerto con i sindacati, sarà necessario spingere affinchè EDISU abbandoni il sistema delle esternalizzazioni per la gestione delle residenze e delle sale studio: un sistema che comporta maggiori costi a danno degli utenti e dei lavoratori, garantendo notevoli margini di profitto alle aziende appaltatrici.

La qualità della vita nelle residenze dipende anche in larga parte dalle norme che regolano la convivenza al loro interno: in questi anni, come ci eravamo impegnati a fare in occasione delle precedenti elezioni, abbiamo promosso e seguito un percorso di partecipazione che ha condotto ad una revisione complessiva del regolamento interno delle residenze EDISU! Un percorso che si è concluso dopo quasi un anno con l’approvazione di un nuovo testo largamente migliorativo rispetto al precedente: l’entrata in vigore di questo nuovo regolamento è stata tuttavia accompagnata da numerosi problemi di comunicazione ed interpretazione, che hanno determinato situazioni critiche in numerose residenze. Eravamo consapevoli delle difficoltà che sarebbero sorte nell’applicazione di queste nuove norme ed abbiamo seguito da vicino le prime fasi di questo nuovo corso, intervenendo a più riprese per segnalare le criticità che di volta in volta emergevano: quest’attività di monitoraggio dovrà proseguire nei prossimi mesi con l’obiettivo di portare a regime l’applicazione del nuovo regolamento nel prossimo anno accademico, con una piena attuazione delle norme in esso contenute.

Abitare

Come abbiamo scritto nel punto precedente, ogni anno vi sono 1300 borsisti, principalmente iscritti al primo anno, che restano idonei non beneficiari di posto letto e si trovano costretti a cercare un alloggio nel mercato degli affitti, sostenendo costi molto elevati ed attualmente non coperti dalla quota di 2500 € prevista nell’ambito della borsa di studio. Dal prossimo anno accademico entrerà in vigore una misura importante per la quale ci battiamo da tempo: un fondo rotativo per l’accesso alla casa che consentirà agli studenti non assegnatari di un posto letto in residenza di ricevere già a settembre un’anticipazione della borsa di studio, sostanzialmente un prestito (erogato da EDISU senza interessi e da restituire sulla seconda rata della borsa) per coprire le spese connesse alla stipula di un contratto di affitto, che consenta di ammortizzare la caparra e le prime mensilità (settembre/ottobre/novembre/dicembre) fino all’erogazione dei benefici veri e propri. Questa misura rappresenta una sperimentazione che a nostro parere dovrebbe essere estesa anche agli studenti inclusi nella “fascia cuscinetto” poco superiore alla soglia massima per accedere alle borse di studio: questi studenti “quasi borsisti” rientrano infatti in una fascia critica, non potendo accedere direttamente ai benefici del diritto allo studio, ma non avendo comunque mezzi economici sufficienti per accedere al mercato locativo senza un sostegno.

Oltre a questi interventi per agevolare l’accesso alla casa EDISU sperimenterà dal prossimo anno un nuovo servizio per facilitare l’incontro tra domanda ed offerta di alloggi e posti letto in affitto: questo nuovo servizio, chiamato “cerco casa” ed incentrato su un nuovo portale web, sostituirà l’attuale “sportello casa” di cui negli anni passati è stata più volte segnalata l’inefficienza. La principale differenza tra l’attuale sportello ed il nuovo servizio sarà data dalla terzietà del gestore rispetto ai proprietari degli appartamenti che consentirà allo stesso di avere un effettivo ruolo di intermediario. La sperimentazione di questo nuovo servizio dovrà servire a nostro parere per implementare ulteriori interventi che abbiano al contempo l’obiettivo pratico di facilitare la ricerca di sistemazioni abitative adeguate ed economicamente accessibili, ma rappresentino anche uno strumento per la lotta contro il fenomeno, purtroppo ancora diffusissimo, degli affitti in nero. In questa direzione sarà necessario avviare una più stretta collaborazione con la Città di Torino e le altre istituzioni (Agenzia delle Entrate, Guardia di Finanza) oltre ad attivare più efficaci servizi di consulenza legale, anche in collaborazione con le organizzazioni ed i sindacati degli inquilini.

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[spoiler title=”SOSTENIBILITÀ”]


Ogni giorno in tutte le sedi del Politecnico ci sono migliaia di persone che frequentano le aule e gli uffici, che si spostano tra le sedi, che usufruiscono dei bar e delle mense o consumano il pasto portato da casa. Il tema della sostenibilità e della riduzione dei consumi, per una comunità numerosa come la nostra, acquista oggi sempre più importanza. Risulta ormai fondamentale interrogarsi su come intervenire per permettere a tutti gli studenti e al personale di adottare pratiche sostenibili, volte a consumare in modo intelligente e a limitare gli sprechi. L’obiettivo è dunque rendere il nostro Campus più efficiente e meno impattante sull’ambiente, ma anche sensibilizzare ed educare le persone affinché facciano proprio uno stile di vita sostenibile, anche fuori dal Politecnico.

Il Politecnico si è fatto carico con serietà di questa missione, a partire dalla formazione del Green Team: una squadra composta dai manager d’Ateneo nell’ambito della mobilità, dell’energia, del riciclo, dell’acqua e dell’urban outreach e che ha visto una partecipazione attiva del nostro collettivo attraverso la presenza del nostro rappresentante in CDA.

La sustainability week, lo switch mob e l’AssoTeam Day sono solo alcune delle iniziative promosse dal Green Team e che hanno visto il coinvolgimento degli studenti, dei docenti, delle associazioni e dei team studenteschi.

Nel prossimo mandato ci proponiamo di continuare a lavorare per rendere il nostro Ateneo un luogo sempre più sostenibile.

Mobilità

Il principale fattore di inquinamento a Torino è il trasporto. Per disincentivare l’uso dell’auto privata è necessario mettere in campo misure volte a potenziare le piste ciclabili e a rendere maggiormente accessibile il sistema di trasporto pubblico.

Biciclette

Nell’ultimo anno abbiamo iniziato un dialogo con l’amministrazione comunale per la realizzazione di un percorso ciclabile sicuro che colleghi la sede centrale e il Castello del Valentino e per il potenziamento del servizio ToBike nei pressi delle sedi e delle aule studio, chiediamo che il Politecnico porti avanti questo progetto con serietà. Allo stesso tempo basterebbero dei piccoli interventi per facilitare l’utilizzo della bicicletta: aumentare il numero di rastrelliere e installare in tutte le sedi delle stazioni dotate degli attrezzi necessari per piccole operazioni di manutenzione.

GTT

Per quanto riguarda il trasporto pubblico urbano, grazie ai nostri rappresentanti, a partire dal prossimo anno una larga fetta di studenti avrà diritto al rimborso dell’abbonamento annuale: il raggiungimento di questo importante obiettivo non ci lascia completamente soddisfatti. Ci impegneremo affinché si estenda la platea dei beneficiari di questa misura, che si configura come una forma di welfare studentesco e di incentivazione di comportamenti sostenibili. La priorità è riuscire a garantire un rimborso integrale anche per gli altri abbonamenti del trasporto pubblico (Formula/Trenitalia), adottando come criterio principale per l’assegnazione di tale beneficio l’incidenza che il costo dell’abbonamento ha sul proprio reddito.

Occuparsi di trasporto pubblico non significa tuttavia occuparsi soltanto di tariffe: riteniamo che sia necessario potenziare la rete GTT per soddisfare meglio le esigenze di mobilità degli studenti ed in questo senso abbiamo ci siamo già attivati nei mesi scorsi avviando un dialogo con l’amministrazione comunale. In particolare vogliamo continuare a spingere per potenziare e migliorare:

  • i collegamenti con la residenza universitaria Villa Claretta a Grugliasco, i cui studenti impiegano più di un’ora per raggiungere il Politecnico;
  • la connessione tra la sede di Mirafiori ed il Castello del Valentino: gli studenti di Design afferiscono al DAD ma non possono contare su un collegamento diretto con la sede del proprio Dipartimento!

Car pooling

Vorremmo infine chiedere al Politecnico di incentivare sistemi di car pooling tra i suoi dipendenti e studenti.

Acqua

Un modo per limitare i consumi di plastica è legato alla disponibilità di punti acqua dove poter riempire le proprie bottiglie e borracce. Attualmente solo la sede centrale è fornita di un unico punto acqua, situato all’esterno e non facilmente raggiungibile da tutti gli studenti durante le pause tra una lezione e l’altra. Vogliamo fare in modo che in ogni sede siano presenti delle fontanelle, anche del tipo “senza bicchiere”, ben distribuite tra i corridoi.

Cibo

Alter.Gas è un progetto che come collettivo portiamo avanti da diversi anni, che si fonda sull’idea del consumo critico, sostenibile e rispettoso dei diritti dei lavoratori del settore agricolo. I nostri acquisti di frutta e verdura provengono da produttori locali, con i quali coltiviamo un rapporto diretto al di fuori degli schemi della grande distribuzione. Con il tempo abbiamo anche intessuto rapporti con produttori di altre regioni d’Italia, da cui ci forniamo dei prodotti tipici delle loro zone, ma che condividono i nostri stessi principi riguardo le modalità di coltivazione.

Quando questo progetto è partito non siamo riusciti ad ottenere sostegno da parte del Politecnico: visti l’impegno e la sensibilità che il Green Team ha dimostrato su questi temi, porteremo nuovamente all’attenzione dell’Ateneo questo importante progetto con l’auspicio di riuscire ad ottenere il supporto e gli spazi necessari per poterlo ampliare! Continueremo inoltre ad organizzare momenti di discussione e informazione sui temi legati all’agricoltura e al mercato sostenibile.

Rifiuti

Aumentare il tasso di raccolta differenziata è un obiettivo che parte dall’impegno di ognuno di noi. Per facilitare il raggiungimento di questo risultato pensiamo che sia fondamentale non limitare la presenza dei cestini della raccolta differenziata alle aree ecologiche, nei cortili e nei corridoi, ma posizionarli in ogni locale, in particolare in tutte le aule, avviando al contempo un processo di sensibilizzazione di studenti e docenti. In questo modo non si può proprio sbagliare!

 

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