Politecnico e CRUI promuovono il lavoro gratuito a EXPO Dubai: FORM BOMBING contro lo sfruttamento!

✉️ Quest’oggi nella casella di ciascunə studente del Politecnico è arrivata una “call invitation” relativa allo stand italiano nell’Expo Dubai 2020; in cui si propone “un’occasione di formazione unica […] per ampliare le proprie conoscenze ed esperienze in ambito internazionale”.

💸 Come spesso capita in questi casi, al netto della generosa perifrasi, il volontariato funge da maschera per promuovere lo sfruttamento dei giovani in un’attività lavorativa non retribuita (anzi, viene addirittura suggerito che di “copertura dei costi” se ne parlerà in un successivo incontro, non garantendo a priori nemmeno vitto, alloggio e volo).

👨🎓 Aprendo il dettaglio delle “mansioni” si evince infatti che le principali sono “accoglienza, informazione e supporto”, ovvero niente più che fare attività di “stewarding” allo stand italiano. Ovviamente, nonostante l’assenza di paga, il manifesto esplicita una lunga serie di requisiti: lingua inglese ottima, capacità di public speaking… a riprova che si tratta in tutto e per tutto di un’attività qualificata che meriterebbe un riconoscimento.

💶 Non è la prima volta che capita: anche l’EXPO italiano del 2015 è stato costruito prevalentemente sullo sfruttamento del lavoro gratuito; così come nelle Universiadi di Napoli del 2019, in cui ci fu una call a livello nazionale per reclutare manodopera a basso costo (in quel caso, quantomeno, era previsto un minimo riconoscimento).

💰 La cosa è ancor più grave se pensiamo ai budget di manifestazioni simili: i soli Emirati Arabi hanno stanziato per EXPO Dubai 16 miliardi di euro. Ma nonostante questo, per i giovani lavoratori non c’è un centesimo.

❓ Si tratta di un modus operandi che è perfettamente strumentale alla costruzione di un sistema dove la precarietà non è di passaggio ma è strutturale. È un modo per abituarci allo sfruttamento che ci aspetta, una volta conclusi gli studi: contratti a progetto, lavori solo a tempo determinato o stage non pagati.

💬 Ci viene detto che faremo esperienza, che sarà un’occasione irripetibile per i nostri curriculum: sappiamo bene che non è così. Accogliere i visitatori a Expo non arricchirà il nostro percorso accademico, non aiuterà il nostro sviluppo culturale e in alcuna maniera sarà occasione per ottenere un futuro lavoro. A queste condizioni, sarà solo sfruttamento. Il tutto, peraltro, assume toni quasi grotteschi, e ancora più gravi, quando questa retorica è perpetuata tramite canali istituzionali, sfruttando le mailing list di un Ateneo pubblico che dovrebbe servire per ben altri scopi.

📝 In questi termini, come studentз, non possiamo far altro che manifestare il nostro sdegno, compilando il form scrivendo:
Nome: “IL LAVORO GRATUITO”
Cognome: “NON È LAVORO!”

🔗 Link al form in cui fare il “bombing”: https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLScLbY6KxvKxo1Ibcmza3Ssn7FYByfOM_LdhZ9dUsBDp8XOcNg/viewform